it
visita museo greco ortodosso ts

visita al museo “Costantino e Mafalda Pisani”

I giorni che precedono la festività di Pesach ci creano da sempre un problema: la sede dell’A.D.E.I. WIZO di Trieste  infatti rimane chiusa per le pulizie, ma a noi dispiace rinunciare al nostro appuntamento settimanale, che oltre a tutto costituisce un momento di meritato relax. Quest’anno abbiamo deciso di andare a visitare il Museo della Comunità greco-orientale “Costantino e Mafalda Pisani”, che si trova in un palazzo adiacente alla Chiesa Greco Ortodossa di S.Nicolò, famosa per la sua facciata neoclassica (1819-1821), opera di Matteo Pertsch.

Nella nostra città “cosmopolita” un destino parallelo ha accompagnato la Comunità ebraica e quella greco-ortodossa: il destino segnato dalla lungimirante creazione del Porto franco a Trieste per opera di Carlo VI, dalla politica “illuminata” di Maria Teresa, e soprattutto dalla tolleranza di suo figlio Giuseppe II che nel 1781 abolì le discriminazioni religiose nei confronti dei Protestanti, degli Ortodossi,  e promosse l’emancipazione degli Ebrei.

Oltre alle alle Sinagoghe sorsero così le prime Chiese non cattoliche: ci eravamo emancipati, sì, ma gli edifici non cattolici non potevano sorgere in una piazza, e dovevano perciò avere un lato accostato ad altri edifici. Non c’è paragone peraltro con i nostri fratelli che vivevano all’infuori dell’Impero!

Quanto al museo, oltre che essere splendidamente restaurato, conserva non solo opere di carattere religioso, ma molti ritratti di importanti personaggi del mondo greco che hanno fatto grande Trieste: vi sono i ritratti dei presidenti della Comunità e quelli di famiglia, tipici della borghesia commerciale triestina; generazioni importanti come gli Scaramangà, i Galatti, i Ralli, i Costantinides, gli Economo.

Altri quadri sono arrivati al museo della Comunità attraverso le donazioni di ricche famiglie greche della borghesia commerciale triestina, opera di artisti greci ma anche locali. In particolare ci hanno affascinato, perchè veramente bellissimi, e ci hanno commosso i quadri dei due pittori ebrei Gino Parin e Arturo Rietti. Il filo che unisce le varie religioni presenti a Trieste passa anche da qui. Ci hanno accompagnati in questa visita interessantissima,con grande competenza e simpatia il Prof. Antonio Sofianopulo e la Dott.ssa Caterina Karadima.

Luisella Segrè